Se anche il Pd sta col tabaccaio

I fatti sono noti: un tabaccaio, Davide Mariani, per impedire l’ennesimo furto al proprio esercizio ha sparato dalla finestra contro il ladro, che non si è spaventato per i colpi in aria, e alla fine lo ha centrato con una pallottola uccidendolo.
22 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 16:31 | 6 AGO 20
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I fatti sono noti: un tabaccaio, Davide Mariani, per impedire l’ennesimo furto al proprio esercizio ha sparato dalla finestra contro il ladro, che non si è spaventato per i colpi in aria, e alla fine lo ha centrato con una pallottola uccidendolo. Il magistrato inquirente ha accusato il tabaccaio di omicidio volontario, un reato gravissimo che prevede decine di anni di carcere e che gli imporrà un’interminabile via crucis giudiziaria. Non è la prima volta che capita un episodio di questo genere, e solitamente divide l’opinione comune tra la destra che sostiene il diritto all’autodifesa e la sinistra che lamenta la tendenza a “farsi giustizia da sé”.
La novità è che questa volta, invece, anche il ministro ombra della Giustizia del Partito democratico, Lanfranco Tenaglia, considera l’omicidio volontario “una contestazione eccessiva” perché “di fronte a una rapina è giusto che la vittima si difenda”. Al di là delle interessanti considerazioni giuridiche intorno all’esigenza di chiarire le norme sulla legittima difesa, magari estendendone la portata per categorie più esposte alla criminalità come i commercianti, nell’opinione di Tenaglia va sottolineata l’identificazione della vittima, che è il commerciante rapinato e non il rapinatore ucciso. Si tratta di una piccola ma significativa rivoluzione copernicana che, se coerentemente sviluppata, potrà rendere anche il terreno della giustizia e dell’ordine pubblico, finora disseminato di opposti pregiudizi, un campo di confronto costruttivo.